Eniente, ce la siamo giocata. Adesso possiamo dirlo ufficialmente, con tutti i crismi dell’affermazione definitiva. Francesca Albanese è persa per sempre, rapita dal vortice di espansione dell’ego, diretta conseguenza dell’ascensione a mito imperituro del popolo ProPal dentro e fuori i confini nazionali. Per averne contezza è sufficiente riproporre qui qualche passaggio dell’intervista di ieri al Corriere della Sera, in cui si raggiungono vette di hybris raramente riscontrabili sul pianeta terra. Citazione letterale: «Sono la prima funzionaria nella storia delle Nazioni Unite a subire un simile trattamento, che condivido con Putin, Khamenei e Maduro. E che mi viene riservato perché collaboro con la Corte penale internazionale. La verità è che ho denunciato le violazioni dei diritti umani compiute da Israele». Non so se mi spiego: siamo di fronte a un caso raramente riscontrabile in natura, un caso di palese dissociazione dalla realtà. Ma come le viene in mente, dott.ssa Albanese, di mettersi nel club con quei personaggi?
Francesca Albanese persa nel suo ego si paragona a Putin, Khamenei e Maduro
E niente, ce la siamo giocata. Adesso possiamo dirlo ufficialmente, con tutti i crismi dell’affermazione definitiva. Francesca Albanese è...






