Forse sarà stata anche l'influenza della corsa alla Luna, completata nel 1969 con lo storico sbarco.
Sta di fatto che la bizzarra e futuristica GM 512 Electric Experimental sembra proprio un'auto pensata per le missioni spaziali. Trattasi di un prototipo del 1969, soprannominata scherzosamente "Pac-Man" – come il celebre videogame del 1980 – per via del suo design eccentrico. Una sorta di "E-car" ante litteram, piccola, elettrica e ideata per la mobilità a corto raggio.
Un "ovetto" elettrico La GM 512 Electric Experimental si configurava come microcar a trazione elettrica realizzata in leggera e resistente fibra di vetro, che veste un telaio di acciaio: lunga appena 218 centimetri e larga 142, era capace di un'autonomia di 93 km grazie alla batteria da 84 volt, pensata per essere ricaricata a casa (per fare il pieno servono circa 7 ore). Una specie di "uovo su ruote" dal design quasi cartoonesco, capace di arrivare a una velocità di 48 km/h, più che sufficiente per gli spostamenti urbani.
Si apre come un caccia Il tetto? Completamente apribile, proprio come la calotta di aereo da caccia, ideale per permettere l'ingresso e l'uscita dei due passeggeri nel piccolo abitacolo (notare anche la portierina anteriore, incernierata lateralmente). Oltretutto il tetto in questione era totalmente removibile, per guidare col vento nei capelli nella bella stagione. Una soluzione che pure oggi lascia a bocca aperta e che sembra rendere quasi "scontate" le E-car a venire. La 512E rimase un concept sperimentale e non fu mai prodotta commercialmente, ma un prototipo esiste ancora nel General Motors Heritage Center. Chissà che presto non possa fare da musa ispiratrice per GM o per qualche altra azienda…






