Il giorno dopo l'accordo raggiunto da otto senatori democratici con i repubblicani per mettere fine allo shutdown, è esplosa la protesta del partito e della base elettorale. L'intesa ottenuta senza nulla in cambio rischia di riaprire le profonde divisioni che agitano il Partito democratico da mesi. La legge che finanzia le attività di governo deve tornare alla Camera e qui si è spostata l'attenzione. Il leader della minoranza Hakeem Jeffries ha lanciato un avvertimento: il gruppo voterà compatto no all'approvazione del testo che riapre il governo senza concedere niente all'opposizione. La legge, ha aggiunto, non affronta "in modo deciso la crisi sanitaria repubblicana e non la sosterremo". "Questo 'accordo' è una resa che tutti i democratici del Congresso dovrebbero respingere senza esitazione", ha commentato Ezra Levin, cofondatore del gruppo progressista Indivisible. "Non possiamo permetterci un partito di opposizione diviso e debole", ha aggiunto.