Da una parte, Luca Zaia che prende le distanze da Roberto Vannacci e dalla sua rivisitazione della storia del fascismo affidata a un post revisionista sui social che ha scatenato polemiche. “Non so cosa abbia scritto. Le leggi razziali sono il periodo più buio della storia italiana e che hanno permesso purtroppo e amplificato un rastrellamento programmato di ebrei, zingari, disabili e omosessuali. Il generale? Per me è uno dei tanti che ha la tessera”, taglia corto il governatore veneto. Omettendo però che si tratta invece del numero due del partito.
Dall’altra, Matteo Salvini che invece ha provato a stoppare le polemiche. "Io la storia l'ho studiata all'università, però il fascismo è stato archiviato e sconfitto dalla storia, quindi il dibattito storiografico lo lascio agli storici, onestamente con tutto l'amore per il mio passato, ma penso al futuro", le parole del leader leghista da Bari dove è previsto il comizio di chiusura della campagna elettorale per le regionali.
Dalla marcia su Roma al Duce: il fascismo secondo Vannacci. Il fact-checking della storica Ponzani
di Serena Riformato
10 Novembre 2025










