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10 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 11:09

I dipendenti infedeli possono essere “spiati” e licenziati, se sono stati precedentemente informati di controlli in caso di anomalie. È il principio affermato dalla Cassazione che ha respinto il ricorso di un dipendente licenziato per essersi appropriato e aver diffuso in modo illecito informazioni riservate dell’azienda come riporta Il Messaggero. Se l’impresa ha un fondato sospetto che un lavoratore dipendente stia compiendo azioni tali da compromettere il rapporto di fiducia o arrecare danni alla società, può – previa informativa – procedere al controllo del computer aziendale in uso al lavoratore. Qualora da tale verifica emergano comportamenti illeciti, il datore di lavoro può arrivare a interrompere il rapporto di lavoro

All’uomo sono stati contestati, nell’arco di otto mesi, oltre 54mila accessi abusivi al sistema informatico aziendale, estraendo più di 10 milioni di record contenenti dati personali, informazioni di lavoro e documenti contabili. Tra le contestazioni anche l’invio di “125 email a 10 indirizzi esterni alla società, contenenti 133 fatture di clienti, con conseguente violazione dei dati personali della clientela”.