Nel dibattito sulla patrimoniale, animato anche dal botta e risposta a distanza tra la premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein, interviene anche Matteo Renzi. "Sulla patrimoniale si gioca il capolavoro mediatico di Meloni e l'ennesimo autogol mediatico del centrosinistra. Seguitemi bene. Giorgia Meloni ha drammaticamente aumentato le tasse. La pressione fiscale nel 2026 sarà al 42,8%, in crescita rispetto agli ultimi anni. Dunque l'opposizione oggi potrebbe avere gioco facile e incalzare Meloni chiedendo conto del fatto che con la destra ci sono più tasse – commenta il leader di Iv – Ma non lo fa perché un pezzo della sinistra anziché chiedere di abbassare le tasse rilancia la patrimoniale. Non importa quali siano le motivazioni: importa che a quel punto Meloni esce dall'angolo e va all'attacco dicendo: finché ci siamo noi al governo, nessuna patrimoniale".

"La donna che ha alzato la pressione fiscale - aggiunge - improvvisamente diventa la paladina che difende i cittadini dallo Stato esattore. E la sinistra che potrebbe guadagnare consenso sulla battaglia per abbassare le tasse si trova incastrata nel ruolo di vampiro. Idem su Brunetta ieri: la donna che ha restituito soldi e potere al Cnel fa finta di essere la moralizzatrice che riduce lo stipendio, quando è colei che lo ha aumentato. Qui non è un problema di singole scelte: è l'ABC della comunicazione. Più parli di patrimoniale, più fai un regalo al governo che ha aumentato la pressione fiscale più di chiunque altro. Si chiama autogol. E con gli autogol si perdono le partite".