Lei è Federica Corsini, giornalista Rai, ultimamente più nota come consorte di Gennaro Sangiuliano, giornalista Rai a sua volta ma soprattutto ex ministro della Cultura. Lui è Sigfrido Ranucci, potente giornalista Rai, conduttore di Report che, finito sotto la lente del Garante della Privacy per aver diffuso l’audio (trafugato) della telefonata tra Corsini e Sangiuliano cosa fa? Inizia una bella inchiesta proprio sul Garante della Privacy. Vicenda almeno curiosa di cui nessuno, però, sembra avvedersi troppo. Tranne Federica Corsini, tornata giornalista prima che moglie di..., la quale, carta e penna alla mano verga una durissima lettera aperta, scrivendo tutto quello che tante donne (ma anche uomini) di sinistra non dicono, ovvero che, nel caso Sangiuliano, in cui lei è rimasta coinvolta (o meglio intercettata in quanto consorte), Ranucci ha toppato di brutto nel pubblicare la telefonata privata e addolorata di una donna con suo marito. Parole rubate e mandate in onda sotto forma di scoop con la pretesa di far passare pure questa forma di voyeurismo uditivo per servizio pubblico. Del resto senza gossip che giornalismo d’inchiesta è? E allora persino tra moglie e marito non esita a infilarsi Sigfrido. Ma Federica non ci sta e contrattacca: «Tutti possiamo sbagliare, anche in buona fede, ma Report ha compiuto un atto di violenza contro di me e doveva riconoscerlo, senza nascondersi dietro il servizio pubblico. Continuerò a tutelare la mia dignità e i miei diritti nelle sedi competenti confidando nelle istituzioni, nella Legge e nel rispetto della deontologia professionale e del codice etico Rai».