Federica Corsini, moglie dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano, in difesa del provvedimento preso dal Garante della Privacy che ha sanzionato Report per la conversazione audio con il marito mandata in onda dalla trasmissione di Sigfrido Ranucci. È "fuorviante, e palesemente 'difensiva', la tesi secondo cui il Garante sarebbe stato mosso da influenze esterne o da valutazioni politiche. Le sue decisioni si fondano su fatti oggettivi ed inequivocabili, ribaditi anche nelle conclusioni della Procura di Roma”.
Report ieri ha raccontato come, il 22 ottobre scorso, poche ore prima che l’Autorità comminasse al programma Rai una multa per aver trasmesso l’audio tra l’ex ministro e la moglie sul cosiddetto “caso Boccia”, un componente del Garante per la Privacy, Agostino Ghiglia, ex parlamentare di Fratelli d’Italia, si trovava nella sede del partito. Nello stesso momento, in quegli uffici, c’era anche Arianna Meloni, sorella della premier Giorgia Meloni. “Un fatto inaudito”, attaccano gli esponenti del Partito democratico in Vigilanza, che hanno chiesto l’intervento immediato della Rai.
Ora Corsini premette: “È tempo di ristabilire la verità dei fatti. Fino ad oggi ho mantenuto il massimo riserbo sulla vicenda che ha visto coinvolto il ministro Gennaro Sangiuliano, nel rispetto delle istituzioni e del mio personale stile di vita, fondato sulla discrezione. Ho atteso che le autorità competenti approfondissero i fatti, pur essendo, in ultima analisi, la principale vittima di quanto accaduto. Ritengo però necessario intervenire ora, per tutelare la verità storica e giuridica di questa vicenda, che rischia di essere oscurata da tentativi comprensibili ma infondati di spostare l'attenzione dal cuore del problema", si legge nella nota della moglie di Sangiuliano, anche lei giornalista Rai, in cui allega anche il capo di imputazione sull'illecita captazione e diffusione dell'audio.














