Andrea Stella lo aveva detto prima delle qualifiche: «Questa pista è fatta per la McLaren». Curioso a dirlo, considerando che in Messico Lando Norris ha dato 30 secondi alla concorrenza. Ma le papaya rules sono state confermate anche a Interlagos, dove il team di Woking ha iniziato con il piede giusto un weekend determinante per il proseguo di questo caldissimo finale di stagione. Le qualifiche Sprint del Brasile dicono proprio questo: un Norris in estrema confidenza col suo mezzo, in pole in 1’09”243, e Oscar Piastri 3° a 185 millesimi, concreto dopo il momento-no iniziato da Baku. Lando è il quinto poleman diverso su cinque Sprint disputate in stagione, con una ancora rimanente: quella del Qatar. Nel mezzo l’Italia sorride: c’è un bravissimo Andrea Kimi Antonelli, 2° sulla pista di casa del suo idolo Ayrton Senna — che è andato a trovare al cimitero di Morumbi —, sfiorando di un soffio la pole (ha chiuso a 97 millesimi di ritardo) che ottenne di venerdì a Miami.

La notizia è un Max Verstappen in difficoltà con la Red Bull, che ha tanto da lavorare con il suo team: solo 6° l’olandese, con un terzo settore difficile dopo un primo ottimo, e un’auto che sembra un cantiere aperto, con un assetto e un bilanciamento da trovare, soprattutto all’anteriore. La sensazione che le McLaren avessero una marcia in più era apparsa chiara già dalle libere, dove le vetture papaya erano volate, con un Norris primo all’ultimo tentativo e un Piastri costantemente davanti con un’auto ben bilanciata al posteriore come piace a lui. «Una sessione che mi è piaciuta, c’erano tante auto veloci dalle medie alle Soft, abbiamo fatto il lavoro che dovevamo fare che era essere più veloci — le parole di Norris — Non mi sento a mio agio come in Messico, ma è bello essere davanti, su una pista difficile, con tanti avvallamenti, dove le qualifiche sono toste da conquistare».