Benché incinta una 24enne di origine slava è finita in carcere in seguito ad un' ordine di custodia cautelare della procura di Venezia nell'ambito di un'inchiesta sui borseggi nella città lagunare.

La giovane, con vari precedenti specifici non solo in Veneto, è tra i 23 provvedimenti restrittivi emessi dalla magistratura in seguito all'indagine dei carabinieri di Venezia che hanno raccolto una serie di elementi inequivocabili sugli indagati e del loro agire tra le calli ai danni di turisti.

La notizia è stata commentata favorevolmente dal leader della Lega Matteo Salvini che, facendo riferimento alle nuove norme, su X scrive 'grazie al decreto sicurezza voluto dalla Lega. Bene così!". Critico invece Sandro Ruotolo, componente della segreteria nazionale del Pd, che punta l'indice proprio sul segretario del Carroccio: "Se ne vanta sui social il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, - dice Ruotolo - di aver mandato in carcere una borseggiatrice incinta, arrestata a Venezia nonostante lo stato di gravidanza. Sa che esistono le misure alternative alla detenzione, previste proprio per tutelare la maternità e i diritti dei minori? Che futuro avranno quei bambini?" .

In linea con il vicepremier si dichiarano Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia e Nicola Molteni, sottosegretario all'Interno. "Le norme volute dalla Lega - rilevano - funzionano. Avanti con decisione contro il detestato fenomeno dei borseggi". "La Lega - ricordano i due sottosegretari - ha già depositato una proposta per ripristinare la procedibilità d'ufficio in tutti i casi di furto con destrezza e che fa parte del pacchetto pronto per il nuovo provvedimento che il Governo adotterà sulla sicurezza. Ciò consentirà alle forze dell'ordine e alla magistratura di intervenire in modo più rapido ed efficace, senza costringere le vittime a presentare querela o a sostenere adempimenti burocratici". La 24enne, secondo quanto si è appreso, è stata tra le prime ad essere arrestata appena l'Arma ha avuto in mano l'ordine di custodia cautelare trovandola a girovagare per la città. Nell'inchiesta del pm Giorgio Gava sarebbero stati presi in esame una sessantina di casi con il coinvolgimento di oltre 30 indagati.