«Grazie al decreto sicurezza voluto dalla Lega. Bene così!». Il tweet su X del leader della Lega Matteo Salvini in merito ad una borseggiatrice arrestata a Venezia che resta in carcere con le nuove norme, nonostante sia incinta, è solo l’ultima tappa del derby tra Lega e Fratelli d’Italia sul fronte della sicurezza.

Una bandiera quest’ultima, issata con forza da entrambi i partiti mentre sale la temperatura della campagna elettorale in vista delle elezioni regionali del 23 e 24 novembre in Veneto, Campania e Puglia. Lo dimostra la corsa a intestarsi i futuri interventi per assicurare “sfratti lampo” nei confronti degli inquilini morosi e un nuovo pacchetto sicurezza allo studio del governo. E lo confermano le sempre più frequenti incursioni su questo tema da parte dei leader Meloni e Salvini.

Meloni: stiamo rimediando a decenni di lassismo

Respingendo le critiche piovute negli ultimi giorni da diversi esponenti delle opposizioni, dalla sindaca dem di Genova Silvia Salis al leader M5S Giuseppe Conte, che hanno accusato il Governo di «non aver fatto nulla sulla sicurezza», Meloni si è difesa giovedì in un lungo post nel quale ha rilanciato i risultati del governo. Lo ha fatto rivendica i circa «37.400 agenti» assunti negli ultimi tre anni e le «altre 31.500 assunzioni» previste fino al 2027, lo stanziamento di «un miliardo e mezzo per rinnovare i contratti del comparto, il rinnovo dei contratti dell’ultimo triennio per le Forze di Polizia, con aumenti medi lordi mensili di 198 euro», ma anche lo stesso decreto sicurezza rivendicato da Salvini, nonché «pene più severe» per le aggressioni agli agenti e l’aumento dei «presìdi nelle aree più sensibili: ospedali, stazioni, scuole e periferie», la lotta alle mafie e il modello Caivano. Con la chiosa finale: «Stiamo ponendo rimedio a decenni di lassismo e sottovalutazione»