VENEZIA - Era tornata a Venezia a caccia di turisti da borseggiare. E probabilmente contava di non restare in carcere, anche se fosse stata arrestata, in quanto incinta. Un sistema, molto usato, da queste bande di manolesta dove le donne in stato interessante sono super sfruttate proprio per questa loro sorta di "immunità". Stavolta, però, per questa 24enne di origini bosniache, arrestata insieme a una complice, martedì, da una poliziotta romana in vacanza a Venezia, le cose sono andate un po' diversamente. Inizialmente, la Procura ne aveva disposto l'immediata scarcerazione. Per mantenere in carcere una donna incinta, infatti, servono requisiti di particolare gravità. Un singolo borseggio tentato, insomma, non bastava. Poi però la donna è risultata essere tra le indagate della nuova maxi-inchiesta della Procura di Venezia contro il fenomeno del borseggio. Oltretutto una delle indagate per cui è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per il gran numero di volte in cui avrebbe violato i fogli di via. Niente scarcerazione, dunque, per la 24enne. Un primo effetto di questa inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Giorgio Gava, e delle relative misure di custodia cautelare disposte dal giudice per le indagini preliminari, Lea Accampora, nei giorni scorsi e ora in via di esecuzione.
Borseggiatrice incinta finisce in carcere, fermata dopo aver sbagliato vittima: ha tentato di derubare una poliziotta in vacanza
VENEZIA - Era tornata a Venezia a caccia di turisti da borseggiare. E probabilmente contava di non restare in carcere, anche se fosse stata arrestata, in quanto incinta. Un sistema, molto usato,...






