Qualunque cosa dica o faccia, Jannik Sinner è destinato a far parlare di sè. La rinuncia a giocare in Coppa Davis aveva fatto discutere in Italia, mentre la successiva frase ("sono orgoglioso di essere italiano, sono molto felice di essere nato in Italia, non in Austria o da un'altra parte") è stata criticata dagli Schuetzen, gli eredi delle truppe asburgiche anti-napoleoniche di Andreas Hofer da sempre mossi da un credo separatista, che lo hanno definito ‘troppo italiano’.
Sinner: “Sono orgoglioso di essere italiano. La Davis si può vincere anche senza di me”
04 Novembre 2025
Schmid: “Ripercussioni che vanno oltre lo sport”
In particolare Christoph Schmid, il comandante degli Schuetzen sudtirolesi, ha inviato a Sinner una lunga lettera che inizia con 'Lieber Jannik' ('caro Jannik', in lingua italiana). "Era inevitabile che accadesse prima o poi: hai spiegato di essere felice di essere italiano, e altrettanto felice di non essere nato in Austria - scrive Schmid -. In una società libera ognuno è libero di definire la propria identità ma caro Jannik sai bene che affermazioni come queste, soprattutto se provenienti da una persona molto conosciuta, hanno ripercussioni che vanno ben oltre lo sport. Vengono accolte con soddisfazione dai nazionalisti italiani ma con preoccupazione qui da noi perché toccano questioni di fondamentale importanza, la nostra lingua, la nostra storia, la nostra identità".










