Impegno sociale e cultura pop. Per trasformare New York in un modello di inclusione globale. Nella campagna elettorale del nuovo sindaco della “Grande Mela” si parla (anche) di calcio. Socialista, musulmano, pro-Pal e grande tifoso dell’Arsenal. Cresciuto a Londra, ma di origini indiane e ugandesi, l’amore di Zohran Mamdani per i Gunners è strettamente legato alle sue origini. Per una squadra simbolo della diaspora africana in Europa. “Gli Invincibili li avevo come magneti sul mio frigo. Sono cresciuto con Kolo Touré, Kanu, Alex Song e Emmanuel Eboué. Sono andato ad alcune partite dell’Arsenal, la maggior parte con mio zio. È una grossa parte della mia vita e della mia identità”.

L’appello per gli stadi “aperti” alla working-class

Prima di essere un tifoso, però, Mamdani è stato anche un calciatore amatoriale: nel campo del Riverside Park di Manhattan – tra la 72nd e la 74th Street – giocava per la West Side Soccer League, campionato giovanile che oggi è parte integrate del settore giovanile della New York Red Bull. Per un ragazzo che vuole abolire il VAR e che nelle interviste sull’amministrazione di New York punzecchia i rivali del Liverpool, il calcio è diventato manifesto potente e strumento di comunicazione politica. “Non credo che si possa costruire un futuro stabile per il calcio negando ai tifosi della working-class la possibilità di guardare le partite dal vivo”. Chiaro riferimento ai prezzi dei biglietti per il Mondiale 2026. “Lo sport è stato talmente commercializzato e corporativizzato che i tifosi ormai vengono considerati una merce. È compito dei leader intervenire quando il profitto diventa l’unico movente, al punto che molte persone che un tempo partecipavano a questi eventi oggi non possono nemmeno pensare di farlo”.