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Il 1° gennaio Zohran Mamdani si è insediato come sindaco di New York, dopo aver vinto le elezioni dello scorso novembre. La cerimonia di giuramento ufficiale si è tenuta in una stazione dismessa della metropolitana subito dopo la mezzanotte, davanti a poche decine di persone. La scelta del luogo è un rimando al passato glorioso della città di New York, e alle infrastrutture pubbliche che Mamdani vorrebbe rivitalizzare. Dalle 13 si è poi tenuta una cerimonia pubblica più ampia davanti al municipio, a cui hanno assistito migliaia di persone. C’erano anche i due esponenti più noti della sinistra statunitense, la deputata Alexandria Ocasio-Cortez e il senatore Bernie Sanders, che ha fatto giurare Mamdani.

Il nuovo sindaco di New York ha 34 anni, è un Socialista democratico, di famiglia indiana, nato in Uganda, musulmano e quasi sconosciuto fino a poco più di un anno fa, quando avviò una campagna elettorale molto efficace dal punto di vista grafico e comunicativo. Tutto questo ha creato notevoli aspettative intorno al suo mandato: governare una città come New York non è facile, e lui ha chiesto di essere giudicato soprattutto sulla realizzazione delle sue tre principali promesse elettorali, tutte legate al concetto di affordability, cioè la sostenibilità del costo della vita in città.