Sugli affitti brevi "la differenza di regime fiscale potrebbe incidere negativamente incentivando il fenomeno delle locazioni brevi non dichiarate". L'avvertimento arriva da Mauro Orefice, presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei conti, in audizione sulla manovra presso le Commissioni riunite Bilancio di Senato e Camera. L'articolo 7 della legge di bilancio conferma la riduzione dell'aliquota della cedolare secca dal 26 al 21 per cento per le locazioni brevi (inferiori a 30 giorni) unicamente nel caso della locazione di una sola unità immobiliare direttamente da parte del contribuente, mentre la riduzione dal 26 al 21 per cento non si applica per le locazioni gestite tramite intermediario immobiliare ovvero tramite soggetti che gestiscono portali telematici. "In termini di gettito - sottolinea la Corte - la nuova disposizione dovrebbe comportare un risultato positivo nel triennio 2026-2028 per 192,9 milioni, scontando un risultato negativo nel 2026 per 47,8 milioni, conseguente al mutamento del metodo di calcolo e pagamento degli acconti, come si evince dalla relazione tecnica", che "ha evidenziato che nel 2024 i soggetti che gestiscono portali telematici hanno versato ritenute per 956 milioni (aliquota applicata al 21 per cento) e stima che il 90 per cento dei proprietari di casa continuerà ad utilizzare i portali, cosicché le ritenute siano riferibili per il 50 per cento ad affitti di singole unità immobiliari".
Manovra 2025, allarme della Corte dei conti: “Esploderanno gli affitti in nero”. Nuovo attacco al governo
Sugli affitti brevi "la differenza di regime fiscale potrebbe incidere negativamente incentivando il fenomeno delle locazioni brevi non dichiarat...









