MILANO – Le misure previste dalla Manovra sulle deducibilità fiscali comportano per le banche mancati ricavi di 800 milioni di euro al 2030. Lo ha detto il dg dell'Abi Marco Elio Rottigni in audizione alla commissione bilancio del Senato secondo cui la legge prevede il "differimento di una parte delle quote di deducibilità previste per il periodo d'imposta 2027 dello stock delle svalutazioni e perdite su crediti" oltre a una " una limitazione alla deducibilità delle perdite fiscali e delle eccedenze Ace sui maggiori imponibili in parola, per il periodo di imposta 2027 (al 54%". "Analogo intervento è poi previsto per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2026 (al 45%), per il quale già la Legge di bilancio per il 2025 aveva disposto il differimento delle deduzioni delle menzionate quote" ha detto.
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a cura di Emma Bonotti, Valentina Conte, e Andrea Greco
03 Novembre 2025
"Si tratta di un ulteriore differimento del recupero delle anticipazioni di imposta che si aggiunge a quanto previsto con la legge di bilancio 2025. È opportuno evidenziare che anche questo tipo di prelievo determina un costo per le banche misurabile come minor margine di interesse per il mancato impiego della liquidità, ad esempio, qualora tale liquidità, fosse stata investita sottoscrivendo titoli del debito pubblico avrebbe generato ricavi finanziari per circa 800 milioni di euro (fine orizzonte 2030)" ha concluso. "L'impatto" delle misure della Manovra – ha aggiunto Rottigni -"sarà su tutte le banche. E' in funzione delle dimensioni ma colpirà tutte le banche in tutte le sue composizioni".








