Il vice capo Dipartimento Economia e Statistica della Banca d'Italia, Fabrizio Balassone, in audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, ha dichiarato che le misure della Manovra a sostegno del reddito delle famiglie «non comportino variazioni significative della disuguaglianza nella distribuzione del reddito disponibile equivalente tra le famiglie».

«La riduzione dell'aliquota dell'Irpef per il secondo scaglione di reddito favorisce i nuclei dei due quinti più alti della distribuzione, ma con una variazione percentualmente modesta del reddito disponibile. Gli effetti dei principali interventi in materia di assistenza sociale si concentrano invece sui primi due quinti delle famiglie e sono anch'essi modesti», ha spiegato. Anche il presidente dell'Istat, Francesco Maria Chelli, sottolinea come «oltre l'85% delle risorse» ricavate dal taglio dell'Irpef «siano destinate alle famiglie dei quinti più ricchi della distribuzione del reddito».

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in audizione di fronte alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato ha affermato che il taglio delle aliquote Irpef previsto in manovra «tutela i contribuenti con redditi medi, ed estende la platea di chi aveva beneficiato del cuneo fiscale coinvolge il 32% del totale dei contribuenti» per un valore del beneficio medio atteso di 218 euro all'anno» con un beneficio massimo pari a «440 euro». Pur perseguendo una «politica di bilancio attenta», il ddl bilancio punta a dare «risposte alle esigenze profonde del Paese».