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Ultimo aggiornamento: 11:45

La professoressa Margaret Satterthwaite, relatrice speciale Onu sull’indipendenza di giudici e avvocati, qualche giorno fa ha denunciato i rischi del disegno di legge costituzionale Nordio. Citando la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e il Patto internazionale sui diritti civili e politici, ha adombrato il mancato rispetto degli standard internazionali cui l’Italia ha aderito, con particolare riferimento alle procedure di nomina dei componenti dei Consigli Superiori di prossima introduzione, esposti a suo dire ad influenze esterne, con pregiudizio della “legittimità democratica” e sacrificio del “ruolo dei pubblici ministeri e dei giudici nella scelta dei propri rappresentanti”.

Le esposte argomentazioni sono, purtroppo, frutto dell’errata concezione “politica” del Csm, che è, invece, nel sistema costituzionale vigente, organo di “alta amministrazione”, cui sono demandate funzioni tecniche di garanzia, e al quale è estranea una funzione di rappresentanza squisitamente politica. Il suo funzionamento deve ispirarsi, infatti, a principi oggettivi di buon andamento, imparzialità e trasparenza. Come tutte le amministrazioni dello Stato, il suo agire deve essere tenuto al riparo da interferenze latamente politiche, da vicinanza cioè collaterale a ideologie, a simpatie culturali dei suoi membri, a condizionamento politico-partitico.