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Ultimo aggiornamento: 12:41
I punti fondamentali su cui occorre riflettere, dovendo scegliere tra il Sì e il No nel voto del 22-23 marzo sul referendum riguardante la separazione delle carriere fra pm e giudici, sono almeno quattro.
1) I padri costituenti hanno discusso parola per parola ogni singolo articolo della Carta, ricercando insieme soluzioni che fossero nell’interesse di tutti, mai imposte dagli uni agli altri facendo valere rapporti di forza. La riforma della separazione invece è stata scritta dal governo che ha poi impedito al Parlamento di intervenire, escludendo qualunque possibilità di discuterla e modificarla, anche solo con un emendamento su una semplice virgola. Una riforma costituzionale che tradisce così platealmente lo spirito della Costituzione è di per sé stessa inaccettabile.
2) Se ci si chiede quanto la riforma può incidere sui problemi reali della giustizia italiana, la risposta è di facile e immediata evidenza: niente di niente! Né per la qualità né per l’efficienza dei processi, la cui vergognosa interminabile durata non migliorerà neppure di un nanosecondo. Tutti i problemi esistenti resteranno irrisolti.







