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6 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 8:13
È una vera crociata quella che Mario Mantovani sta conducendo contro la magistratura. Arrestato nel 2015, condannato nel 2019 in primo grado e infine assolto in appello nel 2022, ora il politico ex berlusconiano (che ha traslocato in Fratelli d’Italia, ridiventando sia eurodeputato sia sindaco di Arconate) chiama davanti al Tribunale civile di Brescia dieci magistrati milanesi – tutti quelli che a vario titolo si sono occupati di lui – e chiede che gli paghino di tasca propria un risarcimento milionario per “ingiusta detenzione“: 41 giorni in carcere e 142 ai domiciliari, quando era vicegovernatore della Lombardia e potente assessore alla Salute.
Il primo round, però, è finito male: la Corte d’appello di Milano, passaggio prodromico alle altre cause, gli ha negato un indennizzo da un milione di euro, addebitandogli una “colpa grave” per aver reso “dichiarazioni menzognere” e aver agito “con arroganza”, esercitando le funzioni di pubblico amministratore con una “macroscopica inosservanza di norme di lealtà e trasparenza”. Il politico non l’ha presa bene: “Si devono vergognare. Hanno perso l’opportunità di riaffermare giustizia e verità”, ha dichiarato a un blog locale nel corso di un’intervista un po’ compiacente. Aggiungendo: “La magistratura è al punto più basso di considerazione popolare”.







