Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

9 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 16:54

“Questo sarebbe il giudice terzo e imparziale?”, denuncia il deputato di Forza Italia Enrico Costa. “Guardiano sì, ma delle sue idee di parte. Se lui è imparziale io sono finlandese”, accusa il capogruppo azzurro al Senato Maurizio Gasparri. E Galeazzo Bignami, il suo omologo di Fratelli d’Italia alla Camera, rilancia: “Serve altro per rendersi conto che non si può più attendere per ridare terzietà alla magistratura?”. Nei giorni scorsi dalla maggioranza sono piovuti attacchi di ogni tipo contro il giudice della Cassazione Alfredo Guardiano, uno dei 21 componenti dell’Ufficio centrale per il referendum che ha modificato il quesito sulla riforma Nordio, mettendo in difficoltà il governo. La “colpa” di Guardiano è aver partecipato alla decisione sull’ammissibilità della richiesta di referendum presentata da oltre 500mila cittadini: secondo i sostenitori del Sì, infatti, avrebbe dovuto astenersi in quanto impegnato pubblicamente nella campagna contro la riforma Nordio (il 18 febbraio farà da moderatore a un evento a Napoli). “Quando un magistrato, pubblicamente schierato su questioni di rilevanza politica o istituzionale, partecipa a decisioni delicate senza astenersi, la fiducia dei cittadini nella magistratura subisce un danno irreparabile“, hanno predicato da ultime Isabella Bertolini e Claudia Eccher, componenti laiche del Consiglio superiore della magistratura in quota FdI e Lega, nonché socie fondatrici del comitato “Sì Riforma” ispirato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, braccio destro della premier Giorgia Meloni.