La “Cenerentola” delle asset class si riprende i suoi spazi, scommette su una ripresa strutturale e guarda a un futuro, in cui l’Italia - assieme a UK, Francia, Spagna e, in parte, Germania - torna al centro degli interessi degli investitori. Che però si muovono con la bussola della selettività.
E’ la fotografia che esce dalla 30° edizione di Mapic, in corso sino al 6 novembre a Cannes. Su centri commerciali, retail park e vie del lusso, nel 2024 - come spiega Chris Gardener, managing director, retail capital markets, Europe - «I volumi di investimento nell’immobiliare retail in Europa hanno chiuso il 2024 a 36 miliardi di euro e nel solo terzo trimestre di quest’anno sono cresciuti del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso». La stima degli analisti è che il 2025 si chiuderà a 40 miliardi. Ovvero la metà rispetto ai 70 miliardi di record del 2015, ma pur sempre in crescita rispetto ai poco più di 25 miliardi del 2023. «Alla base c’è un mix di fattori -spiega Gardener -. Il mercato è stato illiquido per anni e questa compressione ora incontra sia il calo del costo del denaro sia l’esigenza di ristrutturare e rilanciare, in chiave Esg e digitalizzando processi ed esperienze, molti asset. Ma anche la riconversione ad altro uso, di fatto, è un’occasione di investimento. Se gli shopping center offrono rendimenti tra il 6,5 e l’8%, mentre logistica, residenziale e uffici si muovono su livelli molto più compressi, l’arbitraggio è evidente. Con un costo del capitale all-in tra il 4,5% e il 5%, oggi gli acquirenti hanno ritorni più generosi. Infine, su un settore che tradizionalmente attrae investitori value-add, cresce l’interesse dei capitali istituzionali».






