Alla spicciolata, prima deputati e senatori di centrodestra e poi i colleghi di centrosinistra si presentano alla Corte di Cassazione a depositare le firme per chiedere il referendum sulla riforma della giustizia, che prevede la separazione delle carriere fra giudici e pubblici ministeri.
Le delegazioni dei parlamentari di maggioranza hanno già portato a termine il compito. Fra la fine di questa settimana e l'inizio della prossima lo faranno quelle del campo largo. E' l'avvio della campagna elettorale. Sarà lunga.
"Penso che per la consultazione si arriverà a marzo, in primavera", ha spiegato il senatore di Fratelli d'Italia Marcello Pera, uscendo dalla Cassazione. Preparano il terreno i comitati. Non ancora quelli di partito. Il centrosinistra ci sta lavorando, nel centrodestra Fdi frena. Ne nascono comunque ogni giorno. Uno dei primi, per sostenere la bocciatura della riforma, è stato battezzato la scorsa settimana nella sede dell'Associazione nazionale magistrati.
L'ultimo in ordine di tempo, che sosterrà invece il "Sì", è promosso dagli avocati dell'Unione delle camere penali, con l'adesione anche della Fondazione Enzo Tortora. A livello di partiti, nel centrosinistra Pd, M5s e Avs stanno studiando per farne uno solo, ovviamente per spingere il "No".











