Donald Trump non stava scherzando. Se c’è una cosa che abbiamo imparato nell’ultimo anno è che, nel suo secondo mandato, il presidente americano intende fare tutto il possibile per raggiungere i propri obiettivi, anche quando significa forzare le convenzioni e le regole. Dall’immigrazione alla criminalità, dal commercio ai rapporti militari, Trump sta imprimendo una svolta profonda all’azione del governo americano. In alcuni ambiti i risultati sono immediati, mentre in altri sono più incerti e, secondo i critici, in qualche caso rischiano di indebolire invece di rafforzare gli Stati Uniti. Tutto avviene nel nome dell’“America First”, uno slogan apparentemente semplice ma che cela grandi incertezze sugli effetti di lungo periodo per un Paese che vuole mantenere il suo ruolo guida nel mondo, in una nuova fase di competizione tra superpotenze. L’impatto del secondo mandato di Trump si è fatto sentire subito. Con centinaia di ordini esecutivi, la Casa Bianca si è imposta sulle istituzioni nazionali, mostrando scarsa considerazione per il Congresso e i tribunali. Il metodo poggia su due pilastri: il sostegno popolare derivante dalla vittoria del 2024, e la teoria “dell’esecutivo unitario”, secondo cui il presidente avrebbe il controllo assoluto delle strutture del governo federale.