Milano, 5 nov. (askanews) – E’ turbativa d’asta il reato ipotizzato dalla procura di Milano nell’inchiesta sulla compravendita dello stadio di San Siro. E’ quanto si apprende da fonti giudiziarie.
L’indagine, avviata nel marzo 2005 per far luce su eventuali irregolarità nella procedura che ha portato alla vendita dello stadio Meazza e delle aree circostanti a Milan e Inter per 197 milioni di euro, assume così un’accelerazione nel giorno della firma del rogito notarile che sancisce il trasferimento della proprietà della “Scala del calcio” dal Comune ai due club milanesi.
“È stato firmato oggi dal Comune di Milano e dalla società Stadio San Siro Spa, l’atto notarile relativo alla compravendita del compendio immobiliare comprensivo dello stadio Giuseppe Meazza, qualificato, nell’ambito del vigente Piano di Governo del Territorio, quale ‘Grande Funzione Urbana San Siro’, a seguito della proposta presentata da A.C. Milan Spa e F. C. Internazionale Milano Spa, ai sensi dell’art. 4, comma 13, del d.lgs. 28 febbraio 2021 n. 38 (‘Legge Stadi’)”. Lo ha annunciato in una nota il Comune di Milano.
Un comunicato analogo è stato diffuso dalle due società sportive. In una nota congiunta Milan e Inter spiegano che “la realizzazione del nuovo stadio e dell’intervento di rigenerazione urbana per l’area di San Siro rappresentano un nuovo capitolo per la città di Milano e per entrambi i Club. Questo importante traguardo riflette le ambizioni condivise da Milan e Inter e dalle rispettive proprietà, RedBird e fondi gestiti da Oaktree, per un successo sportivo a lungo termine e per un investimento che permetterà di creare valore a supporto della crescita sostenibile di entrambe le Società”.













