MILANO – Una manovra “palesemente inadeguata, ingiusta e controproducente”, secondo la Cgil e con “forti crititicità” su fisco, pensioni e sanità secondo la Uil. Sono alcune delle critiche emerse nel corso delle audizioni che si si sono svolte oggi in Senato.

La Cgil è tornata a insistere sul tema del fiscal drag nel suo intervento. "Le perdite cumulate che, a causa del drenaggio, hanno subito i salari nell'ultimo triennio sono ben superiori ai vantaggi ottenuti con gli interventi realizzati sull'Irpef, sulla decontribuzione e sulla sua successiva fiscalizzazione. Si va: dai 700 euro per un reddito con un imponibile previdenziale da 20.000 euro, ai 2.000 euro per un reddito da 35.000 euro, fino a oltre 3.000 euro per chi ha un imponibile previdenziale da 55.000 euro", ha detto Christian Ferrari, segretario confederale Cgil.

Secondo il sindacato guidato da Landini l’importo delle riduzioni fiscali Irpef è tutto sommato modesto. "La riduzione della seconda aliquota dell'Irpef porterà vantaggi, sopra i 28.000 euro di reddito, tra 0 e 440 euro, tra un caffè al mese e uno al giorno mentre la detassazione al 5% degli incrementi contrattuali, per i lavoratori fino a 28.000 euro, garantirà un beneficio medio di 126 euro, e solo per il prossimo anno".