Fisico con dottorato a Princeton e già ricercatore al Mit di Boston, Giulio Boccaletti è direttore scientifico del Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici il principale istituto di scienze del clima italiano ed è anche coautore con Marco Paolini di "Bestiario Idrico", lo spettacolo in cartellone dal 5 al 9 novembre al teatro Goldoni di Venezia e poi in tournée in Italia e nel Veneto (www.teatrostabileveneto.it). "Bestiario idrico" parla di fiumi e bestie d'ogni genere, narra storie di vita biologica e sociale, dei conflitti e dei contratti che intorno all'acqua dei fiumi hanno dato forma a quel paesaggio che oggi conosciamo. Parla di forme di governo dell'acqua e della qualità della vita sulle rive, non solo di una specie ma dell'intero ecosistema. E soprattutto chiama in causa il pubblico della polis i cittadini per preservare l'ambiente. Anche per parlare di questo, Boccaletti e Paolini incontrano il pubblico l'8 novembre all'Ateneo Veneto.

Qual è il rapporto tra teatro e divulgazione scientifica?

«Il punto non è fare didattica, non è insegnare alla gente quanto è importante l'acqua. La funzione di questo progetto è innestare dati scientifici in un dibattito politico su ciò che vogliamo e possiamo fare. Il teatro ha la funzione che ha sempre avuto: produrre una catarsi, una trasformazione nel pubblico basata su azioni compiute da attori che permettono di ragionare in maniera diversa sul proprio ruolo di cittadini e di abitanti di un territorio».