BELLUNO - Vola, idealmente, sopra i nostri laghi di montagna spesso svuotati, sopra quel Vajont che lo vide autore di un'orazione civile - nel 1993 sulla diga del Vajont - che ancora oggi è opera cult in ambito teatrale. Drammaturgo e regista. Attore e scrittore. Marco Paolini torna a Belluno, sabato 9 maggio alle 21 al Teatro "Buzzati", con il suo "Bestiario idrico". Un viaggio divertente, poetico, tra deviazioni fantastiche e riferimenti scientifici dentro il mondo dell'acqua.
Sotto il riflettore opere idrauliche spesso invisibili che si confondono con l'ambiente che le contiene. Poi i fiumi, i canali, le dighe. In una riflessione che coinvolgerà pure Wc e rubinetti. L'interesse per i bellunesi non può che essere alto per questo spettacolo che sfiora questioni attuali. Nato, in casa, a Belluno, Paolini riafferma il suo affetto per la città dove il padre lavorava: «Era macchinista ferroviere. Dico sempre, con orgoglio, dove sono nato, a Belluno, anche se vi sono vissuto solo fino ai 2 anni, prima di scivolare in pianura. Ma ci tornavo, da ragazzo, ogni estate. Dai nonni».
"Bestiario idrico" affronta l'acqua a 360 gradi. Quale la sua idea su una questione calda: si pensa di realizzare una nuova centrale idroelettrica sul torrente Vajont, nei pressi della diga che lei ha portato in televisione.







