PADOVA - L'ipotesi di cancellare i sabati dal calendario scolastico è attualmente allo studio anche al liceo Fermi, dove tuttavia la dirigente scolastica, Tiziana Petruzzo, manifesta molte perplessità e una sola certezza: se il cambiamento dovesse passare non sarebbe in tempi brevi, visto che la riorganizzazione necessaria è profonda e non coinvolge solo le ore di didattica, ma la modalità stessa delle lezioni.
Preside Petruzzo, quali sono le principali criticità che avete individuato?
«Il primo nodo riguarda l'efficacia didattica. Con la settimana corta le lezioni si articolerebbero tutte in seste ore, e questo ci preoccupa: mantenere l'attenzione per sei ore consecutive non è semplice, soprattutto per gli studenti più fragili. Temiamo che questo possa aumentare il rischio di insuccesso scolastico. La sesta ora, se non gestita bene, rischia di diventare poco produttiva».
Quindi non si tratta solo di una questione di orari, ma di metodo.
«Esatto. Perché la settimana corta possa funzionare servirebbe un cambiamento profondo nella didattica. Bisognerebbe rivedere i tempi delle lezioni e la metodologia. Ho in mente, ad esempio, di inserire eventualmente in ultima ora delle attività laboratoriali, ad esempio introducendo moduli di due ore, da 45 minuti ciascuna in modo da dare respiro. La prima di lezione frontale, la seconda più laboratoriale e interattiva. Solo così si può mantenere alta l'attenzione senza trasformare l'ultima ora in un momento di stanchezza generale».









