Primi giorni di settembre, si torna al lavoro ma non ancora a scuola. E torna il tormentone: se io lavoro, il bimbo dove lo metto? Esaurita la fantasia e probabilmente anche il conto in banca, logorato il rebus di incastri tra ferie alternate, nonni per chi li ha e centri estivi e baby sitter per tutti gli altri, manca ancora più di una settimana al ritorno in classe. Ma anche una volta rientrati non resta che affidarsi alla fortuna e alla prontezza dei singoli istituti: se non manca la mensa, manca il post scuola, se c’è l’insegnante di italiano potrebbe dover ancora arrivare quello di matematica. Insomma, un caos.
Calendario scolastico 2025-2026, quando si torna in classe e tutti i ponti
La petizione sostenuta dall’organizzazione We World e dalla community Mamma di Merda che chiede di riformare il calendario scolastico per conciliare scuola e lavoro delle famiglie, ha raccolto oltre 75mila firme, depositate in Senato con la richiesta di avviare un tavolo tecnico istituzionale. Due le richieste principali della petizione: aprire le scuole nei mesi di giugno e luglio, con attività extrascolastiche e una redistribuzione delle pause annuali e introduzione obbligatoria del tempo pieno per la fascia di età dai 3 ai 14 anni, con l’obiettivo di garantire, su tutto il territorio nazionale, la possibilità di scelta tra tempo pieno e tempo parziale.









