TREVISO La settimana corta prende sempre più piede tra gli istituti della Marca. Dopo il Giorgi-Fermi, che è partito da quest’anno con la nuova organizzazione degli orari, da settembre la novità approderà anche al liceo Duca degli Abruzzi (dove coinvolgerà tutte le classi dell’istituto, dalle prime alle quinte) e al liceo Canova, dove partirà al biennio per i nuovi iscritti alle classi prime. Non mancano però perplessità e rimostranze, come al Duca, dove alcuni genitori contestano non tanto la settimana corta in sé, quanto le modalità e i tempi con cui si è deciso di adottarla.

L’istituto Giorgi-Fermi è partito dallo scorso settembre con le lezioni concentrate in cinque giorni alla settimana per tutte le classi dell’istituto, dalle prime alle quinte, per un totale di circa 1200 studenti coinvolti. Due o tre volte alla settimana si finisce alle 14.30, gli altri giorni alle 13.40. La sperimentazione, fa sapere la preside, Giuliana Milana, sta riscontrando feedback positivi: «Un vero e proprio questionario di gradimento lo faremo a fine anno - spiega la dirigente - ma mi stanno già arrivando diversi buoni riscontri sia dai genitori e dagli studenti che dai docenti. Siamo partiti con parecchie difficoltà e scetticismi, ma ora le famiglie mi dicono che i ragazzi, avendo il sabato libero, riescono a organizzarsi meglio e a dedicarsi anche ad altre attività come lo sport. Anche quei docenti che all’inizio erano scettici non tornerebbero più alla settimana lunga». Cruciale è il nodo trasporti: «La Mom si è adattata ai nostri orari. Il problema riguarda più che altro le corse extraurbane, che sono più rade. Ma siamo andati incontro agli studenti permettendo loro di uscire un po’ prima per prendere la corriera». Una questione da perfezionare sarà quella della pausa pranzo: «I genitori hanno chiesto una pausa più lunga tra la quinta e la sesta ora - spiega la preside - ma questo si può fare solo se i ragazzi stanno in classe. Abbiamo voluto andare incontro alle famiglie concedendogliela ma ovviamente i ragazzi soffrono un po’ a stare venti minuti seduti in aula. Ragioneremo per trovare una soluzione». Il bilancio, comunque, è positivo. Con tanti scettici che si sono ricreduti. «Abbiamo già riscontrato benefici anche sul piano del risparmio energetico ed ecologico (minor passaggio dei bus) tenendo chiusa la scuola il sabato. Ovviamente, il fatto che i ragazzi stanno in classe più ore, deve portare a ripensare la didattica con nuove forme oltre alle lezioni frontali. Diversi docenti lo stanno già facendo» conclude Milana.