VENEZIA - «Nelle ultime settimane il regime di Maduro ha reso ancora più stringente la repressione in tutto il Venezuela, al punto che da quando è cominciata la crisi con gli Stati Uniti gli arresti sono aumentati al ritmo di 1-2 al giorno, tra 40 e 50 soltanto nel mese di ottobre», racconta Sairam Rivas, 32 anni, attivista per i diritti umani, membro del Comitato familiari per la libertà dei prigionieri politici in Venezuela. Leader della protesta studentesca nel 2014, è stata anche lei in carcere per 5 mesi. Il suo compagno, Jesús Armas, è stato prelevato 10 mesi fa da uomini incappucciati e trascinato via in un'auto senza targa e è detenuto a El Helicoide, "l'inferno in terra" nato come centro commerciale e diventato il simbolo della repressione.
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Quanti sono oggi i prigionieri politici in Venezuela?
«Tra mille e 1100, le donne sono 182, risultano anche quattro adolescenti. Più di 180 li consideriamo desaparecidos e continuano ad aumentare, le famiglie non sanno dove si trovino. Ogni giorno finiscono in prigione politici, sindacalisti, giornalisti, o persone che in qualche modo hanno partecipato alla campagna elettorale dell'opposizione per il 28 luglio. Il numero preciso in realtà è incerto, perché molte famiglie hanno paura di parlare delle condizioni dei loro cari».







