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Il cooperante veneto è detenuto nel carcere di El Rodeo, a Caracas. La famiglia sempre più preoccupata dopo l’operazione militare statunitense e la cattura di Maduro

Dopo l’attacco militare statunitense in Venezuela e la cattura di Nicolás Maduro, cresce l’angoscia dei familiari di Alberto Trentini, il cooperante veneto detenuto da oltre 400 giorni nel carcere di El Rodeo, a Caracas. Le ore successive all’operazione Usa scorrono tra attesa e apprensione, mentre la crisi nel Paese sudamericano entra in una fase ancora più incerta e la sorte del 46enne resta motivo di forte preoccupazione.

I genitori di Trentini stanno seguendo con attenzione quanto sta accadendo nelle ultime ore, dopo il blitz notturno delle forze speciali americane che ha portato alla cattura del leader venezuelano e della moglie. Un contesto che rende ancora più delicata la situazione del cooperante, arrestato nel novembre dello scorso anno e da allora detenuto nel carcere di massima sicurezza alle porte della capitale.