Castagnaro è un piccolo centro della Bassa Veronese al confine con il Polesine: nemmeno 3.500 abitanti, 13 amministratori locali (compresi i consiglieri), 15 dipendenti comunali. Con simili numeri, gli uffici municipali sono aperti solo mezza giornata da lunedì a venerdì, ma questa non potrà essere una scusa per esimersi dallo sbrigare le pratiche della cittadinanza. Con una sentenza ritenuta innovativa dagli addetti ai lavori, infatti, il Tribunale scaligero ha stabilito che l’ente dovrà pagare 100 euro per ogni giorno di ritardo nel recepire la sentenza che ha dichiarato italiani tre discendenti di un compaesano emigrato in Brasile.
Oriundi, De Pellegrin: «Oltre 3.500 euro per le cartoline con le agevolazioni di viaggio per venire a votare. Effetti distorsivi delle cittadinanze iure sanguinis»
Il verdetto è stato emesso a Roma il 6 dicembre 2023, a conclusione di un procedimento avviato prima che la legge “regionalizzasse” la giurisdizione in questa materia, per cui la competenza per l’emigrazione veneta è stata trasferita a Venezia. Dopo che il pronunciamento è passato in giudicato, il 9 aprile 2024 i tre oriundi hanno trasmesso al Comune di Castagnaro l’istanza di iscrizione all’anagrafe, senza cui non possono altrimenti richiedere il passaporto, la carta d’identità e altri servizi consolari. Ma il municipio veneto non ha provveduto e per questo, con il patrocinio dello studio legale Piccolo&Montone, è stato presentato ricorso al Tribunale di Verona, che lo scorso 29 ottobre ha sciolto la sua riserva.






