ODERZO - «Ricorderò quegli istanti per tutta la mia vita: se non avessi avuto con me l’estintore, l’autobus avrebbe preso fuoco con i ragazzini ancora all’interno». Noureddine Fortli è il nome di uno degli eroi che mercoledì scorso, a Piavon di Oderzo, ha tratto in salvo cinquanta studenti dopo lo schianto frontale con la Hyundai Tucson dell’85enne Germano De Luca, che guidava con la patente revocata e che è stato l’unica vittima dello schianto. Trentunenne, originario del Marocco ma residente dal 2002 a Ormelle con la moglie e un bimbo, Noureddine ha risposto all’appello di Sandro Gressani, il bancario di Caorle con cui quel giorno ha scongiurato un incendio. Accomunati soltanto dal senso civico e dalla casualità di trovarsi in via Maggiore alle 7.30 del 29 ottobre, ora si sentono legati da ciò che hanno fatto. E nelle prossime settimane un encomio potrebbe coronare il loro esempio.

Noureddine, cosa ricorda di quella mattina?

«Come ogni mattina ho preso il furgone aziendale dal magazzino della Tonello Servizi, la ditta per cui lavoro a Oderzo. L’ho caricato del materiale necessario per il cantiere e mi sono messo in viaggio per raggiungere Caerano di San Marco. Dopo qualche chilometro, a Piavon, mi sono imbattuto nell’incidente. Era appena successo. Mi sono fermato vicino all’autobus con le quattro frecce e sono sceso: assieme a me c’era un altro automobilista (ndr, Sandro Gressani) e altri due ragazzi di colore».