I carabinieri che hanno riaperto il caso sull'omicidio di Chiara Poggi una prima volta a settembre 2017, dopo la denuncia di presunti pedinamenti da parte della legale di Alberto Stasi, Giada Bocellari, una seconda volta nel 2020 su un altro esposto della difesa Stasi con l'avvocata Laura Panciroli e infine nel 2023-2024 coordinati dalla Procura di Pavia guidata dal nuovo vertice, Fabio Napoleone, hanno chiesto di attivare quanto previsto in materia di "conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico" dalla legge italiana del 2017 che ha recepito la direttiva europea sulla "lotta" e il "contrasto del terrorismo, anche internazionale". Una mossa per poter agire "in deroga" al "codice in materia di protezione dei dati personali", si legge nell'annotazione firmata dal maggiore Federico Smerieri, e poter acquisire quindi i tabulati degli ultimi 6 anni ("72 mesi") invece che gli ultimi 2 anni. Un arco temporale che comunque coprirebbe solo fino alla metà del 2019, oltre 2 anni dopo la prima archiviazione di Sempio chiesta il 16 marzo 2017 da Venditti con la pm Giulia Pezzino e l'allora Procuratore, Giorgio Reposo, e disposta una settimana dopo dal gip Fabio Lambertucci su cui pure sono stati chiesti dalla gdf accertamenti bancari, negati dai pm di Brescia. Sul fronte dell'analisi dei telefoni sequestrati a Venditti iniziano lunedì i 45 giorni per effettuare la "copia forense".