Comincia la fase cruciale della nuova indagine sul delitto di Garlasco. Diciotto anni dopo l'omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007, la Procura di Pavia ha aperto per la seconda volta l'inchiesta, nella convinzione che sia da riscrivere la vicenda giudiziaria che ha portato a una condanna definitiva a 16 anni di carcere Alberto Stasi, allora fidanzato della giovane. Unico indagato, questa volta, è Andrea Sempio, amico del fratello della vittima.

​Garlasco, svolta sull'impronta 33: «Tutto l’intonaco è stato consumato». A rischio gli esami su Andrea Sempio

Esperti genetisti e dattiloscopici si ritroveranno martedì negli uffici della Polizia Scientifica della Questura di Milano per l'incidente probatorio, nel corso del quale dovranno essere analizzati Dna e impronte in gran parte repertate e scartate in passato perché inutili o inutilizzabili. A coordinare l'accertamento irripetibile ci saranno Denise Albani e Domenico Marchigiani, i periti nominati dalla gip Daniela Garlaschelli, i consulenti dei pm, Carlo Previderè e Pierangela Grignani, e della difesa, Luciano Garofano, che fu il comandante dei Ris di Parma. Per i genitori e il fratello di Chiara ci saranno Marzio Capra, Dario Redaelli e Calogero Biondi; per Stasi, Ugo Ricci e Oscar Ghizzoni. Gli esperti, che di certo intavoleranno un confronto serrato se non addirittura una vera e propria battaglia a livello scientifico, lavoreranno sul materiale ritirato giovedì scorso nella caserma milanese dei Carabinieri e all'Istituto di Medicina Legale di Pavia.