Egregio direttore, il gravissimo incidente successo a Oderzo martedì, miracolosamente concluso con una sola vittima e alcuni feriti non gravi, ci pone ancora una volta davanti al problema del pericolo, ormai lo chiamerei un allarme sociale, degli anziani alla guida. So che non è popolare farlo e proporlo, ma continuo ad essere convinto che dopo una certa età, non so, penso dopo gli 85 anni, a una persona dovrebbe essere vietato di guidare un'auto. Per la sua incolumità, ma anche e soprattutto per quella degli altri.

Ad un certo punto per tutti noi, la vita cambia: i riflessi sono quelli che sono e il rischio di essere vittima di un malore inevitabilmente più alto. L'altro ieri avrebbero potuto morire tanti ragazzi in quell'incidente! Ma non possiamo sperare sempre nei miracoli. Servono le leggi. Anche se quelle impopolari. Perchè si sa: il voto degli anziani pesa.

Aristide Nalin

Venezia

Caro lettore, secondo le statistiche di Aci e Istat la categoria in cui si registra il più elevato tasso di mortalità stradale in rapporto alla popolazione non è quella degli ultra 80enni ma quella dei 20-24anni, un'età in cui i riflessi e la lucidità, in teoria, dovrebbero essere al massimo della loro efficienza. Trai gli automobilisti di 20-24 anni si sono contati nel 2024 quasi 85 vittime ogni milione di abitanti. Molti, moltissimi. Eppure nessuno, com'è ovvio, chiede che si tolga la patente e si impedisca di guidare l'auto ai giovanissimi o si alzi a 25 anni l'età minima necessaria per condurre una vettura.