Di fronte al clamore dei media sui tragici incidenti autostradali dei giorni scorsi che hanno visto coinvolti veicoli guidati da anziani, si trova naturale chiedersi se le norme sui rinnovi di validità della patente oltre una certa età siano adeguate. In realtà, il problema è molto più complesso: sarebbero da valutare l’adeguatezza dell’intero sistema dei controlli e l’efficacia delletecnologie di assistenza alla guida, sempre più presenti e sviluppate sui veicoli moderni (anche a causa di obblighi stabiliti da normative Ue).
Temi troppo vasti per poter essere affrontati in un articolo. Limitiamoci ai problemi connessi al rinnovo della patente.
Le visite biennali
Attualmente, i titolari di patente (di qualsiasi tipo) che abbiano superato gli 80 anni di età devono rinnovarla ogni due anni (articolo 126, comma 6 del Codice della strada). Questa cadenza fu introdotta con la miniriforma del Codice di 15 anni fa (legge 120/2010): fino ad allora, per le patenti più comuni (sostanzialmente quelle delle categorie A per le moto e le B per le auto), vigeva solo l’obbligo di rinnovo ogni tre anni per gli ultrasettantenni (ancora oggi in vigore per i titolari di patenti A e B che non hanno ancora compiuto 80 anni).














