Dopo averlo doverosamente fatto col direttore proponendoglielo, mi scuso anche con i lettori per questo articolo che scrivo in pieno, sfacciato, sfacciatissimo conflitto d’interessi, diciamo così per non allontanarmi troppo dall’argomento usuale della politica. Sono tanto anagraficamente quanto involontariamente partecipe di quei trafficanti di strada con ottant’anni e più sulle spalle che dalle cronache recenti si sono messi infelicemente in concorrenza, pur astemi in genere, con giovani e adulti che, abusando spesso di alcol e telefonino, provocano incidenti, naturalmente anche mortali. Addirittura da stragi, in alcune occasioni.

I vecchi sono abitualmente più sobri e meno connessi dei giovani e degli adulti, ma più esposti alla sfortuna per i riflessi organicamente più lenti, anche di fronte a certa cartellonistica maltenuta che li fanno arrivare in autostrada, o superstrada, o altro ancora, nella direzione e nel senso sbagliati. Ho letto che il vice presidente del Consiglio e ministro dei Trasporti in persona Matteo Salvini ha deciso di occuparsene personalmente, con la tempestività che lo distingue, pur alle prese in questi giorni con la campagna odiosamente, cavernicolamente ostile alla realizzazione del progetto del ponte sullo stretto di Messina, voluto- ha appena ricordato l’entusiasta architetto Massimiliano Fuksas - da Giuseppe Garibaldi attraversandolo a suo tempo in barca. Prima quindi del Duce intravisto in qualche racconto e dei malcapitati, nelle cronache politiche, Bettino Craxi e Silvio Berlusconi.