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I resti dei veicoli dopo il tragico tamponamento avvenuto lunedì intorno alle ore 11.30 sull’autostrada A1 tra i caselli di Arezzo e Valdarno

Firenze, 6 agosto 2025 – La morte non conosce gerarchie, ma a volte è più brutale di altre. Improvvisa, inaspettata, violenta e cinica, non guarda mai negli occhi. Allora il lutto si porta dietro una rabbia che deriva da una domanda: si poteva evitare? È quello che accade per le vittime della strada come Gianni Trappolini di 56 anni, Giulia Santoni di 23 e Franco Lovari, 75 anni, morti lunedì sull’A1 tra Arezzo e il Valdarno. Gianni e Giulia, entrambi della Misericordia di Terranuova Bracciolini, stavano riportando Franco in ospedale quando l’ambulanza su cui viaggiavano è stata colpita alle spalle e schiacciata tra due camion contro il guard rail.

La Procura di Arezzo ha aperto un fascicolo per omicidio stradale plurimo e messo sotto indagine il camionista di 57 anni, ora ricoverato a Careggi, che con il suo Tir è piombato sulla colonna di veicoli che procedevano rallentati. Sotto sequestro il camion e la scatola nera. In attesa che la giustizia faccia luce sulle ombre della dinamica, una frase ronza nelle orecchie di molti: ‘Non è giusto’. Non solo uno sfogo emotivo, ma una consapevolezza per Stefano Guarnieri, presidente dell’associazione intitolata al figlio Lorenzo, travolto e ucciso per strada a Firenze nel 2010: “Vittime di un sistema di mobilità che non funziona”.