Il risparmio nel Nordest cambia volto: oltre 510 miliardi tra depositi e investimenti.
Più titoli che depositi. Il risparmio delle famiglie venete, che a marzo valeva oltre 510 miliardi tra depositi e investimenti, cambia volto. Per decenni parcheggiato sui conti correnti, negli ultimi anni si sta trasformando. La radicata cultura del risparmio, eredità delle Casse di Risparmio ottocentesche, si traduce oggi in portafogli diversificati: BTP, obbligazioni, fondi comuni e azioni. Una rivoluzione silenziosa che parla di famiglie capaci di difendere il patrimonio dall'inflazione e farlo fruttare in un contesto economico incerto.
I dati della Banca d'Italia fotografano con chiarezza questo cambiamento. A marzo 2025, le famiglie del Nordest detenevano depositi per 253,3 miliardi di euro (+1,2% annuo). I conti correnti salgono dell'1,6% a 179 miliardi, mentre i depositi a risparmio si fermano a 74 miliardi (+0,3%). Numeri stabili, se non fosse per i titoli a custodia che esplodono letteralmente: 256,8 miliardi con un balzo del 10,2% annuo, superando a valore i depositi. Sintomo di una gestione tutt'altro che conservativa, che sta passando dalla prudenza all’accettazione del rischio.
Tra dicembre 2023 e marzo 2025, il portafoglio finanziario triveneto ha subito una profonda trasformazione. A fine 2023, i titoli a custodia crescevano del 26,8% annuo, trainati dall'esplosione dei titoli di Stato italiani (+90,9%). Un boom dalle radici precise: nel biennio 2022-2023, la BCE ha alzato i tassi di oltre 400 punti base, portando i rendimenti dei BTP fino al 5%. Lasciare i soldi sui conti correnti (remunerati allo 0,32% medio nel 2023) è diventato un errore costoso. Le famiglie, quindi, hanno spostato risorse verso strumenti più sicuri e redditizi: i titoli di Stato.










