In Italia ci sono 1.500 miliardi di risparmio fermi che potrebbero essere messi in circolazione per sostenere l'economia nazionale.
«Una quantità molto rilevante di risparmio che rimane ancora parcheggiata in forme di liquidità a basso rendimento», ha spiegato ieri la presidente di Assogestioni, Maria Luisa Gota, aprendo la tre giorni del Salone del Risparmio, dedicata quest'anno, come da titolo dell'appuntamento, ad "Attivare la liquidità e accelerare la crescita".
Se attivati, anche soltanto in parte, «potrebbero rappresentare una leva straordinaria per sostenere la crescita economica». Un nodo, quello del risparmio fermo, che ha effetti anche sulla capitalizzazione di Borsa Italiana, che pesa per lo 0,8% sul totale mondiale, nonostante il peso del Paese sul PIL globale sia del 2% e l'Italia continui a essere «appetibile» agli occhi dei grandi investitori internazionali, come ricordato dal ministero dell'Economia e delle Finanze.
Il 2025 intanto si è chiuso per le società che fanno parte di Assogestioni con un patrimonio di oltre 2.600 miliardi, merito anche di una raccolta da 38 miliardi, di cui 16 dai fondi comuni. «Una dinamica trainata dai fondi obbligazionari», ha ricordato Gota.











