Gli italiani si confermano un popolo di risparmiatori, ma in un contesto globale segnato da crisi ricorrenti la prudenza rischia di trasformarsi in un autogol finanziario. È questo il monito lanciato da Fabio Galli, direttore generale di Assogestioni, che evidenzia il paradosso di un sistema in cui la liquidità continua a crescere, ma resta spesso improduttiva.
Secondo una recente analisi del Centro studi di Unimpresa, a febbraio la liquidità detenuta da famiglie e imprese ha raggiunto i 2.084 miliardi di euro, con un incremento annuo del 4,8%. Di questa massa, ben 1.410 miliardi - pari al 67,6% - sono parcheggiati sui conti correnti, in crescita del 6,4% su base annua. “Esiste ancora l’idea che lasciare i soldi sul conto sia la strategia più difensiva” osserva Galli, definendo questo fenomeno come illusione monetaria. “In realtà, l’inflazione erode progressivamente il valore del capitale. Al contrario, chi investe con un orizzonte di lungo periodo - tra i 15 e i 20 anni - può ottenere rendimenti significativi, anche in un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche e volatilità dei mercati”.
Negli ultimi anni si registrano segnali di maturazione: chi investe tende a non disinvestire nei momenti di turbolenza, dimostrando una maggiore capacità di gestire lo stress. Resta però ampia la platea di risparmiatori che, pur disponendo di capitale, evita l’investimento. Per Galli, il nodo principale è il peso psicologico della decisione. “L’investimento viene spesso percepito come troppo complesso o stressante, e questo porta molti a rimanere fermi. In realtà, se affrontato con metodo e nel lungo periodo, è proprio l’investimento che consente al risparmio di generare risultati concreti”. In questo contesto, il ruolo della consulenza - sia fisica, sia digitale - diventa centrale per aiutare i risparmiatori a comprendere il costo dell’inazione. “Occorre mettere in evidenza la perdita di opportunità e far capire che un portafoglio ben costruito è in grado di attraversare anche le fasi di crisi. Le perdite più rilevanti si verificano quando si concentrano gli investimenti su singole opportunità: per questo la diversificazione resta la regola fondamentale”.










