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Ultimo aggiornamento: 16:53

Marco Travaglio ha assolutamente ragione: Berlusconi non è stato assolto, né dai giudici, né dagli storici e forse, aggiungiamo noi, neppure da Dio, nonostante le preghiere della zia suora.

La sceneggiata, seguita all’approvazione del piano Gelli sulla giustizia, ha un altro obiettivo: riscrivere storia e sentenze, a cominciare da quelle sulla trattativa stato-mafia, sullo stragismo, su Bologna e Ustica… Vogliono rilegittimare chi ha sempre odiato la Costituzione, dare la botta finale proprio ai giudici “sotto tiro” per le loro inchieste: da Gratteri a Caselli, da Scarpinato a Di Matteo. Altro che malagiustizia, sotto tiro sono proprio quei giudici e quei giornalisti che continuano a fare domande e a illuminare i luoghi della corruzione, delle oscurità, degli intrecci tra mafia, fascisti, servizi deviati.

Una parte della destra ha la necessità di ripulirsi la fedina penale per poter fondare una repubblica autoritaria, senza controlli, senza memoria, sul modello dei Trump, dei Netanyahu, dei Putin, degli Orban. Per riuscirci e vincere il prossimo referendum hanno bisogno, come ai vecchi tempi, del controllo del polo Raiset, e già ieri sera abbiamo avuto le prove generali. Il conflitto di interessi del Cavaliere ricompare post mortem, ora interpretato dai suoi figli. Pensare che qualcuno, persino tra gli oppositori, aveva indicato in Marina una possibile alleata, la dice lunga sulle connivenze e sulle collusioni che hanno sempre segnato il rapporto tra pezzi del centrosinistra e il conflitto di interessi della famiglia del Cavaliere.