Milano, 31 ott. (askanews) – “I vini dell’Etna potrebbero avere la nuova Denominazione Docg già in vigna nel 2026. Se il ministero riceve le firme entro dicembre, l’avanzamento della procedura in tempi brevi è un obiettivo difficile ma non irrealizzabile”. Lo ha detto il vicecapo di Gabinetto del Masaf, Patrizio D’Andrea, ospite a Catania del convegno “Opportunità e strumenti per la crescita del sistema Etna Wine”, che si è svolto il 30 ottobre.
“Per chiedere il passaggio da Doc a Docg – ha ricordato D’Andrea – è necessario che la richiesta sia sostenuta dal 51% dei produttori che rappresentino anche il 51% della superficie coinvolta”. Una soglia che per essere raggiunta necessita ancora di un centinaio di firme, in considerazione che in poco più di dieci anni i viticoltori sono quasi raddoppiati: da 203 nel 2013 a 474 nel 2024.
“Il territorio ‘Etna’ è caratterizzato da tantissime micro-produzioni diffuse e conferimenti frazionati” ha affermato il consigliere del Consorzio di Tutela Etna Doc, Marco Nicolosi, precisando che “come Consorzio abbiamo già la superficie minima per poter richiedere la Docg, ma adesso l’obiettivo è ambizioso: coinvolgere i piccoli agricoltori, informarli, raccogliere i documenti e inviare tutto al ministero entro il 2025, per riuscire a centrare l’obiettivo per la prossima vendemmia”.






