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Ultimo aggiornamento: 8:04
La Fondazione Disenso, braccio ideologico di Vox e diretta dal suo leader Santiago Abascal, è finita nel mirino mediatico e politico dopo la pubblicazione dei bilanci del 2023. Secondo i documenti resi pubblici, l’organizzazione avrebbe destinato oltre 1,2 milioni di euro a “spese per il personale” e più di 1,5 milioni ad “altre spese”, cifre ben superiori a quelle dichiarate da fondazioni legate ad altri partiti come Popolari e PSOE.
La bufera scoppia con un’inchiesta condotta da laSexta, in cui mostrava lo spostamento di capitali e le spese da capogiro del partito di estrema destra. L’ex portavoce di Vox nelle Baleari, Idoia Ribas, ha accusato la direzione nazionale di aver dirottato fondi pubblici del gruppo parlamentare regionale verso la Fondazione Disenso: “Esiste un sistematico trasferimento che finisce per alimentare la cassa di Disenso”, ha denunciato definendo il meccanismo una “truffa piramidale” e accusando la cúpula del partito di voler “accumulare denaro pubblico sotto la copertura della fondazione”. Interpellato dai giornalisti, Abascal non ha negato i numeri. Anzi, ha rivendicato: “Ho trasferito 7 milioni di euro alla fondazione, e se potessi ne trasferirei sessantasette”. Una frase che, invece di spegnere le polemiche, ha acceso il dibattito sull’uso dei fondi pubblici destinati ai partiti e alle loro strutture parallele.







