Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Lo chef tristellato dei 12 Apostoli di Verona chiude i conti con il suo passato e collabora con la pasticceria di famiglia a Bovolone da cui si era allontanato da giovane. Lo fa “impastando” due lievitati dedicati allo zio Enzo, punto di riferimento per intere generazioni di artigiani: uno classico, con un lieve sentore di rosa e bergamotto, e l’altro al cioccolato, tra dolce e amaro
Giancarlo Perbellini è uno dei più celebri e amati chef italiani. Nel novembre dell’anno scorso è diventato il quattordicesimo chef tristellato italiano nel suo locale Casa Perbellini 12 Apostoli al centro di Verona e la proclamazione di questo successo commosse tutti quelli – e sono tanti – che lo seguono con affetto da anni. La sua strada non è mai stata però liscia e senza buche, i grandi traguardi per Giancarlo sono spesso sembrati vicini e poi sono sfuggiti per sfortuna o per scelte ardite. E poi c’è la storia dei rapporti con il padre, che lo avrebbe voluto impiegato nella pasticceria di famiglia, mentre lui voleva essere cuoco, e questo gli ha creato un’ostilità, dice lui, “durata 27 anni”.






