MESTRE - «La scuola va garantita a tutti, ci mancherebbe, ma anche una distribuzione omogenea delle nazionalità dei bambini. E va verificato il funzionamento dei corsi di italiano, compresa l’efficacia anche in considerazione del rinnovo dei permessi di soggiorno».
É un documento coraggioso, quello del Circolo del Pd di Piave-Altobello, zona dove la pressione della presenza degli stranieri è particolarmente forte, arrivando al caso dei 61 nuovi iscritti alla prima classe dell’elementare Cesare Battisti di via Cappuccina, di cui uno solo è italiano. Una vicenda che risale ormai al mese scorso, ma che dev’essere stata annusata, assaggiata, masticata e digerita a lungo dai Dem locali, arrivando appunto a questo documento che apre un nuovo fronte sull’approccio anche del centrosinistra su un tema che, in passato, era monopolio della Lega e di pochi altri.
«Il Partito Democratico - Circolo Piave Altobello ribadisce che l'integrazione scolastica degli alunni di nazionalità diversa deve basarsi sul principio costituzionale del diritto allo studio universale e sull'acquisizione della lingua italiana come strumento primario di inclusione, e sottolinea che la scuola pubblica statale deve accogliere gli alunni stranieri, supportarli nel processo di apprendimento linguistico e culturale, e coinvolgere proattivamente le famiglie nel percorso educativo attraverso un approccio individualizzato e la promozione di un ambiente scolastico accogliente e rispettoso delle differenze». Se l’inizio è molto “istituzionale”, poi arriva l’attacco all’amministrazione comunale per «la mancanza di progettualità e tempestività sia sull'aumento della cittadinanza straniera e dei diversi problemi di integrazione nel Quartiere Piave, sia sulla quantità delle iscrizioni nel medesimo plesso scolastico dell’Istituto comprensivo Giulio Cesare. La situazione creatasi - prosegue il Pd - non può in nessun modo ricadere sulle spalle del personale docente e non docente della “Cesare Battisti” e della “Giulio Cesare”.








